Periodo di aste e scelta dei puledri. - 2 settembre 2016

Ci sembra ancora attuale quanto scritto nella prima metà del 1800 dal responsabile delle scuderie del governatore di Acri (allora in Egitto).

Manoscritto di Akmet-aga el Mascealghl, Direttore delle scuderie di S. E. Abdalla Pascià, Governatore di Acri ( I8..- 1831).

Appena vi si presenta un cavallo, d’un colpo d’occhio giudicatene l’assieme; leggetegli l’anima nello sguardo, fissandolo pertinacemente finchè se n’accorga, e forzandolo a rimanere immobile per vedere se risente la vostra influenza e ci risponde con fierezza, mentre il sangue gli bollirà nelle vene.

Se la prima impressione desta in voi il desiderio di possederlo, passate all’esame dettagliato della sua costruzione, delle sue forme, invocando il nome di Dio, per non farvi deridere dal maligno.

Facendo camminare dinnanzi a voi il cavallo, osservate bene se esso è libero nei suoi movimenti e principalmente se le spalle sono sporgenti e libere dal garrese. Ammiratelo se ha lunga l’incollatura, che sarà un animale di coraggio, e se fermandosi dopo una rapida e corta corsa, appoggia a terra in un sol tempo i quattro piedi. Ammiratelo ancora se correndo si stende come se nuotasse, e se ognuno dei suoi slanci misura più di sei picchi (quattro metri): questo è lo slancio del corridore.

Visitate e rivisitate il cavallo. Non lasciatevi abbagliare da una perfezione isolata, tenetevi sempre all’ assieme. Guardate bene se la sua costruzione non difetta in nessuna delle relative proporzioni in più o in meno…

Che Dio apra le intelligenze e perdoni gli errori, Lui solo è veramente sapiente.

Tratto da “El Kamsa” di Carlo Guarmani, uomo tanto esperto di cavalli da essere incaricato nel 1863 dall’aiutante di campo di Napoleone III e poi da Vittorio Emanuele II di procacciare destrieri purosangue arabi per le cavallerie dei rispettivi eserciti.

Se foste interessati alla lettura integrale del testo, lo trovate qui

Guarmani