L’Ardenza - 3 luglio 2015

Un articolo scritto da Luigi Brighigna, che pubblichiamo molto volentieri.

A Livorno manco da diversi anni, quindi i miei ricordi dell’ippodromo Caprilli all’Ardenza sono per lo più sbiaditi e insignificanti, con l’eccezione di due fatti distinti e lontani tra loro nel tempo. La loro memoria è viva quanto basta a permettermi di essere veritiero. Sono la cena di commissari e funzionari del Jockey Club Italiano presso il ristorante dell’ippodromo e una corsa minore dall’arrivo non proprio schietto.

Il primo episodio potrebbe essere intitolato ‘la carica dei Commissari’. Ecco la cronaca. A chiusura di una breve vacanza a Lido di Camaiore in Versilia decisi di concedermi lo svago ulteriore di una visita all’Ardenza per le corse in notturna. Il programma fu quello di partire con un certo anticipo nel pomeriggio, così da evitare il traffico festivo, trovare un comodo parcheggio per la macchina, cenare all’ippodromo prima dell’inizio del convegno. Quando mi sedetti al tavolo non c’era ancora alcun cliente sulla veranda panoramica, ma una lunga tavola ben preparata e un plotoncino di camerieri schierato indicava l’attesa di una comitiva di rango che non si fece attendere molto. Era un gruppo di non più giovani signori: i Commissari e i Funzionari nominati dal Jockey Club per sovrintendere alla riunione estiva di corse. Ci volle poco a capire che la società Labronica veniva incontro alle difficoltà di trasferimento ferroviario che quei distinti gentiluomini incontravano per svolgere i loro uffici offrendo loro, con una signorilità che l’ha sempre privilegiata tra le consorelle toscane, la cena. Un distinto signore, il dottor Cavebondi, ricopriva allora la carica di Presidente.

Si era ancora nel periodo nel quale per svolgere quegli incarichi di controllo l’Ente Tecnico privilegiava ufficiali di cavalleria e gentiluomini di casato. Dunque il menù non poteva essere né scarso né tampoco semplice, insomma per borghesucci, e innaffiato adeguatamente. I camerieri dovevano essere all’altezza, selezionati come i vini.

Ricordo che quella sera mangiai bene e con soddisfazione, ma non saprei citare che cosa: tanto fui distratto dal seguire la vivacità e la ‘classe’ con cui le loro signorie spazzolarono le numerose portate e vuotarono le bottiglie. Evidentemente per figurare nell’elenco dei funzionari del Jockey Club si doveva possedere oltre alle qualità specifiche, l’essere buone forchette ed avere palato fine. E se la dignità austera di un Piccolomini si accompagnava ad una figura ‘large’ che giustificava l’appetito, e l’affettazione curiale di Corsi Cicori – con il quale anni dopo condivisi la noia delle trasferte in treno sulla linea Firenze-Pisa – non riusciva a celare la voracità prelatizia, non altrettanto si sarebbe detto del colonnello Tanini, segaligno e costretto a servirsi del bastone per una ferita di guerra. A dispetto del fisico minuto Tanini possedeva un appetito straripante. Mi sorprese, e ne sorrido al ricordo, il suo grido gioioso all’apparire del vassoio contenente uno dei piatti più tradizionali della cucina livornese: ” il baccalaaaa!” una incitazione all’eroismo gastronomico. Come se il vecchio comandante chiedesse al suo squadrone di seguirlo per l’ultima definitiva carica vittoriosa contro la postazione nemica. L’abbondante sangue versato altro non era che sugo di pomodoro. Nessuno volle essergli secondo.

No, in realtà uno ci fu. L’unico che anche in quella circostanza gioiosa non perse mai il misurato ‘aplomb’ fu il Duca Gianni Dusmet de Smours. Il rango, ma più ancora la sua naturale disciplina, gli imponevano moderazione. Una figura veramente nobile.

Anche con quella spiccata propensione alla buona tavola tutti costoro furono personaggi di un’ippica toscana che ricordo con piacere ed una punta di nostalgia. Mi auguro anzi di non essere stato scortese nel raccontare in chiave leggera l’episodio, cercando di imitare, con mediocre successo, l’umorismo inarrivabile di uno dei miei autori preferiti, Jerome K. Jerome.

Da Uomini e Cavalli (Purosangue sul mare all’Ardenza) ed. Il Clubino degli Eoippici, 2006

Link al sito de Il Clubino degli Eoippici

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