Dove sono finiti gli stalloni? - 5 gennaio 2015

E’ sempre interessante dare un’occhiata agli articoli di J. Hall, studioso di purosangue e giornalista ippico, che a volte si trovano sul sito Thoroughbred Review.com (Serious Research for Serious Bloostock Investment).

Qua di seguito ne traduciamo uno.

DOVE SONO FINITI GLI STALLONI ENTRATI IN RAZZA TRA IL 1994 E IL 1997?

Intuitivamente la maggior parte degli allevatori sa che per ogni stallone ci sono poche possibilità di diventare un riproduttore di successo nel lungo periodo. In risposta a una domanda la maggior parte di noi allevatori del Kentucky centrale possiamo sciolinare una lunga lista di cavalli falliti che alla fine sono state esportati verso regioni ippicamente meno progredite o paesi stranieri. E’ ironico quindi osservare l’enorme sostegno che gli stalloni debuttanti ricevono, tanto in termini di cavalle inviate alla monta che poi alle aste con la loro produzione. Ogni anno la lista degli stalloni che coprono più cavalle è stracolma di cavalli al primo o al secondo anno, anche se si sa bene che la maggioranza di loro fallirà. (…) Così, quanto è esattamente dannosa la pratica di pagare prezzi inflazionati per dei beni non provati? Per l’allevatore commerciale, è tutto meno che dannosa. Gli acquirenti di yearlings fanno la fila per pagare prezzi oltraggiosi per i primi puledri di uno stallone e questo l’allevatore commerciale lo sa benissimo. Ma dal punto di vista dell’acquirente il desiderio di inseguire la moda che circonda gli stalloni non provati va contro il buon senso e la legge delle probabilità. Infatti, come già sappiamo la maggior parte di quegli stalloni sono fallimenti spettrali che lasceranno gli acquirenti col cerino in mano. Per quantificare questo fenomeno abbiamo investigato sui 107 stalloni che tra il 1994 e il 1997 sono entrati in razza nel Kentucky centrale. Basterebbe una rapida scorsa alla loro lista completa per avere un’idea immediata delle poche chance di riuscita degli stalloni al primo anno…. ma è comunque opportuno dare qualche dato.

Dei 107 stalloni entrati in razza solo 16 hanno resistito in Kentucky al momento in cui scrivo (cioè 10 anni dopo): sono meno del 15%. Considerando che tre di loro sono dei fallimenti, la percentuale crolla al 12%. In altre parole se nel triennio considerato mandavate la vostra fattrice a uno stallone non provato, avevate l’88% di probabilità di cascare su un cavallo che eventualmente sarebbe stato esiliato dal Kentucky. E allo stesso modo se compravate uno yearling figlio di uno di quegli stalloni prima di aver verificato la loro riuscita, molto probabilmente stavate sprecando decine di migliaia di dollari nell’allenamento di un puledro nato da un fallimento potenziale. Vero, per essere onesti, alcuni stalloni entrati in razza in quel periodo, come Cherokee Run, Forest Wildcat, Maria’s Mon hanno avuto il loro prezzo iniziale moltiplicato per varie volte, ma anche quando si notano questi casi, non si può fare a meno di notare quanto le chance siano tutte contro un eventuale apprezzamento dei nuovi stalloni. Nel caso che ho studiato solo il 5,6% dei cavalli ha avuto un aumento significativo del proprio tasso di monta. Perciò la prossima volta che un agente cerca di dirigervi verso uno yearling da uno stallone non provato….o che uno stalloniere cerca di convincervi a mandare la vostra cavalla a uno stallone giovane, tenete bene a mente questi numeri. Chiedetevi : “considerando l’enormità del rischio che sto correndo, questo yearling o questa monta rappresentano un valore sicuro?”. Nel mercato odierno, l’88% delle volte la vostra risposta sarà no.

dove sono finiti gli stalloni

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